Autore: Giuseppe Nicola Lamorte

  • Trazzere e muliores

    Trazzere e mulioresSFOGO AMAROSapendo che la mamma dei cretini è sempre incinta, voglio spiegarvi la situazione viaria della zona più disagiata d’Italia , i cretini che abbondano, dormono sonni tranquilli, crogiolandosi con i loro pari, in discussioni di lana caprina, dandosi quella commistione d’intelligenza innestata a volpe, che pure fa presa in un popolo ormai stanco di reclamare, ormai supino a tutte le angherie che di volta in volta – coloro che stanno seduti sulle sedie di pelle di C—indurito- ci propinano sapendo che ormai tutto si accetta.Molti non sanno che la prima volta che l’uomo appare in Europa appare in montepeloso 850.000Mila anni fa e da 850.000 mila anni fa che questo popolo subisce.E pur vero che PLATONE affermò che ogni popolo si merita il capo che merita, saremo pur sfigati ma per tanti anni umanamente è impossibile.Eppure il primo uomo consapevole dell’importanza delle strade costruì i primi sentieri perché capì l’importanza di queste strade se voleva sopravvivere.I greci soprattutto crearono una fitta rete viaria in lucania che univa tutti i centri della magna Grecia Per non parlare dei Romani, ma già il nostro popolo in quel tempo fu tagliato fuori da quella che era ed è una strada di vitale importanza essa partiva da Brindisi e arrivava a Roma essa è “L’Appia” il suo percorso locale passa da Gravina, corre per Serra del corvo, fontana Vetere, e s’innesta sulla Santa Lucia direzione Venosa.Già all’epoca fummo estromessi nell’avere la possibilità di viaggiare e nessuno fece reclamo.Sì Costruì la Via Erculea e ne fummo tagliati fuori.Si costruì la Popilia con le sue diramazioni e ne fummo tagliati fuori.Nel periodo delle invasioni barbariche c’erano alcune strade che si collegavano ad alcuni centri come Potenza e la valle del Basento e la valle del Bradano. Ma per motivi di sicurezza le strade di collegamento furono distrutte per far sì che le orde barbariche nella loro discesa non trovassero strade che portassero al borgo di Montepeloso.Con l’arrivo dei nobili Normanni si parla di strade che la collegano a Monteserico, Gravina e Tricarico, e credo che dopo i Normanni si parla solo di queste tre strade.Nel 1861, con l’unità d’Italia non voluta o anelata dai meridionali, Enrico Pani Rossi scrive della situazione stradale di Montepeloso, Che per lustri Montepeloso amoreggiò con gravina che le è discosta di pochi chilometri e che non la raggiunse mai; e sì che innumerevoli ragioni l’attirano La stessa cosa può dirsi di Tricarico, con la quale i rapporti Montepeloso quanto furono importanti. Tricarico voleva una strada con Montepeloso perché cercava uno sbocco commerciale dei suoi prodotti con le Puglie, ma da parte nostra fu sempre opposto un netto rifiuto.Solo una strada fu iniziata a costruire sotto il regime Borbonico” la Montepeloso – Tolve” ma non fu mai finita e il tempo ne ha cancellato le sue tracce, si attese il 1867 perché il consiglio provinciale si occupò delle prime strade dove si parlò di completare la Tolve -Montepeloso, si parlò anche di ferrovia, ma di Montepeloso neanche a farne menzione, nessun lacchè si oppose o si lamentò. Con la Visita storica di Zanardelli si decise che la situazione era insostenibile e bisognava agire ma di noi neanche l’ombra. Orbene, anzi male, la situazione attuale ci vede tagliati fuori da ogni tipo di collegamentoNessuna strada è degna di tale nome.Si sono sprecati soldi tempo e pazienza del cittadino che lo vede oggi supino ad accettare Beffe e pernacchie.Volete un esempio? Mortadella e cicciotello durante le campagne elettorali anni fa, presero in affitto dei pullman per girare l’Italia Da noi non sono venuti perché i pullman in inverno hanno difficoltà nel viaggiare sicuri, oppure non hanno trovato le indicazioni giacché ce ne sono pochissime e anche sbagliate.Cicciotello ha fatto la sua campagna in treno e non si e accorto che non abbiamo treni? Non si vergognano coloro che lo votano, e colui che riceve i voti da una parte d’Italia, che non c’e uno straccio di ferrovia?Complimenti per il governo di sinistra che ha (ri)fatto la ferrovia in AlbaniaSe ci fate le ferrovie in Lucania cambiamo nazionalità.Hanno seguito le orme dei socialisti che durante il loro comando dirottarono fondi per la costruzione di una ferrovia a 5000 metri di quota e cioè sulle Lande del Maciupiciu .Per non parlare della carta stampata, alcuni mesi fa faceva la publicità delle ferroviedove si raffigurava un treno che passava da Matera , umiliante, sanno che Matera non è asservita dalle ferrovie dello stato! roba da striscia la notizia, oltre al danno anche la beffa. I potenti del feudo di Potenza hanno di tutto: strade ,autostrade, treni locali e nazionali anzi stanno pensando d’attrezzarsi d’aeroporto. A Matera i signori locali hanno strade a scorrimento veloce con la vicina Puglia. strade ben collegate con il versante ionico e ferrovia locale con Bari, quindi a loro va bene. Noi ad Irsina abbiamo attualmente una strada provinciale , la bretella che dalla Bradanica risale il monte. Una pagina dolorosa vuoi di progettazione che di mantenimento .La rabbia che mi sovviene a vedere questa strada dal costo indefinito frana a ogni piè sospinto. Vorrei che qualcuno mi rispondesse a queste semplici domande:Chi ha tracciato questa strada? Chi ha approvato questa strada? Chi ha realizzata questa strada? Quanto è costata fino a ora tra lire e Euro? Perché ogni anno si rompe in quanto de clivia verso il basso? Sotto questa strada ci sono sorgenti di acqua? I carotaggi furono effettuati per conoscere lo stato del suolo? E perché ogni tanto bisogno ricorrere a manutenzione straordinaria? È conveniente rifare il manto stradale o e meglio rifare la strada ex nuova seguendo l’antico tracciato percorso da secoli e mai venuto meno? Avremo mai noi una strada decente? E le altre strade diroccate a che punto sono i progetti di risanamento stradale? Ma più in generale il comparto materano cioè ; i cittadini d’Irsina Grottole, San Chirico Acerenza, Oppido, Genzano, Palazzo San Gervasio Banzi, Tricarico sono cittadini che pagano le tasse? E se si, perché non devono avere i servizi primari di cui hanno bisogno? Come mai tutti ignorano questo grosso problema?Solo durante le votazioni ci vengono a prendere in giro con le loro fandonie. E trattarci da serbatoio di voti per la loro lista?Un classico grottesco e tragicomico è la storia che la Lucania può svilupparsi con il turismo, mi faccio delle risate amare, è mai possibile che questi ridicoli non capiscono che anche il popolo lucano da anni ha capito che per vivere di turismo, ci vogliono le strutture, tra cui è fondamentale la rete viaria, strade e ferrovie, qui dove sono? Mi diceva un vecchio Ammiraglio “ Caro Peppino rassegnati, perché i ca..i cambiano, ma i culi restano”

  • Perché amare le tradizioni

    Perché amare le tradizioni

    “Dare la dovuta importanza alle tradizioni locali, di curarle e difenderle, perché esse costituiscono un prezioso patrimonio Religioso e Culturale ed offrono alla fede un radicamento sociale che ne facilita la permanenza e la trasmissione”

    .S. Padre Paolo VI.La processione, in ogni religione, è uno dei riti liturgici ove maggiormente si estrinseca la fede del credente, e la partecipazione ad essa è uno dei modi di attestare e manifestare il legame che unisce l’uomo alla Divinità, quasi a verifica della propria fedeltà a Dio. E’ quindi un atto sentito e non mera ostentazione folkloristica; atto di fede e non esibizionismo di cui dobbiamo quasi provare disagio o insofferenza.La processione nasce anche dalla necessità di manifestare agli altri, agli esclusi, la gioia della partecipazione al culto della Divinità e, quindi, diventa potente veicolo di diffusione della fede. Non dobbiamo, dunque, stupirci che ancora oggi si svolgano delle processioni, nè dobbiamo considerarle un reperto quasi archeologico di una religione fossilizzata.Nella religione cristiana, la processione viene accolta direttamente dalla liturgia del paganesimo, come del resto altre manifestazioni. Naturalmente, lo spirito che la anima è diverso e lontano da quello dei “Gentili

    .”Le prime processioni cristiane celebravano i divini uffici dei vescovi nella Chiesa cattedrale, o le visite di questi alle tombe dei martiri nel giorno commemorativo del loro martirio, o il trasferimento di reliquie dei Santi. Poi, grazie al fenomeno delle Confraternite (braccio laico della Chiesa), le processioni ebbero maggior impulso. Si sappia che in Montepiloso la prima confraternita è del 1428

    La processione del Venerdì Santo aveva lo scopo di far rilevare ai fedeli il dolore della Chiesa per la Passione e Morte di Gesù Cristo.La processione come atto di fede e penitenza per la strada; in Chiesa con letture bibliche ed antiche preghiere.Così come avvenne in Montepiloso, quando fece la sua prima apparizione il simulacro del Cristo Morto. Grazie poi all’influenza dei Vicerè Spagnoli furono aggiunti gli strumenti della passione, come il sudario, la colonna, i chiodi, la corona di spine ed altri simboli con il preciso scopo di far meditare il popolo sulle sofferenze patite dal Cristo.Questo nuovo genere di processione era stato importato dalla Spagna nel sec. XVI e molto propagandato nel Regno di Napoli dai Padri Gesuiti.Al termine della processione, gli incappucciati facevano ritorno nella propria Chiesa e il Priore ordinava di spegnere i lumi. Dopo aver intonato il salmo del Miserere, i confratelli si flagellavano il petto denudato con corde e scudisci, tra il pianto del popolo che invocava il perdono dei propri peccati.

    Tale cerimonia riprendeva quella di alcune Confraternite, sorte nel XIII secolo, dette appunto dei “Battenti” o “Confratum Frustigantium”: fenomeno da noi praticato nella Chiesa di sant’Andrea Apostolo.La statua del Santo (o la sua reliquia) viene portata in processione, perché protegga il paese e i suoi abitanti da sciagure, disastri, morte. E’ un rito propiziatorio contro la precarietà umana con tutta la sua tristezza.Al suo passaggio, pensieri e auspici si affollano nelle menti del popolo: ognuno prega per la propria famiglia, per i propri figli vicini e lontani, perchè il Santo li protegga da ogni male.Sarà questo pensiero che spinge l’uomo a dare denaro per avere una protezione dal Divino?Certo, il Santo non nega una speranza.Il fenomeno, prettamente Medievale, e cioè quello di fare lasciti in cambio della salvezza della propria anima e dei propri familiari, ha ripreso quota al giorno d’oggi, anche se con forme diverse. Nel Medioevo con pergamene e atti notarili, oggi con attacco di denaro a nastrini . Certo che il nastro non lo mette il cittadino della strada.E’ bene ha fatto e detto il Vescovo di Melfi Monsignor Gianfranco Todisco: ha lasciato di punto in bianco i fedeli di Maschito e non ha partecipato alla tradizionale processione di Sant’Elia. Dice che non ha partecipato

    “perchè la processione riguarda il santo e non il denaro” Insomma, si rende gloria al santo e non al denaro, cadremmo così nella piena idolatria, in grave peccato”. Continua dicendo che “le processioni sono sempre oggetto e misura di pietà popolare e mai di business, sono momenti di fede e non di affari” e che aveva “già detto da tempo agli organizzatori e persino con un comunicato locandina. I preti abbiano il coraggio di dire basta a queste forme di paganesimo, a queste cose blasfeme che trasformano un esercizio di pietà popolare in esibizione di denaro. La fede non si compra”.Parole che possono sembrare dure, ma sono le parole del Vangelo, ed egli da Pastore della Chiesa di Dio esorta i propri fedeli al ritorno vero di fede.Perchè si permette di attaccare il denaro sulle statue o sui cuscini? Forse colui che mette il denaro pensa di avere più grazie o maggior considerazione da parte del Santo?Perché si permette questo, non è per caso un atto di mortificazione per la povera gente che deve lottare per la propria sopravvivenza? E che dire della raccolta di denaro durante le processioni ?

    I più dicono che servono per il buon andamento della festa!Affinchè la festa sia un momento di comunione tra i fedeli come quello della festa Patronale, mi dite a cosa servono cantanti e ballerine sui palchi che costano tanto denaro? Ricordiamoci che c’è anche denaro di gente povera, che fa sacrifici per donare qualcosa alla propria Santa. Invece viene dato a cantanti e saltimbanchi . E che dire poi delle invenzioni storiche( cortei storici carnevaleschi) a corredo della religione della Santa e della fede e della pietà popolare?E che dire di coloro che promuovono tutto questo?Se invece si vuole raccogliere denaro per fare una buona azione, come curare gli ammalati, aiutare i poveri, dar da mangiare a chi non ne ha, manutenere la Chiesa, aiutare i sacerdoti nella loro missione pastorale nel mondo, allora ci si può recare nel silenzio della Chiesa e dare il denaro o al sacerdote, oppure ci sono delle cassette preposte; quello sì che è spirito evangelico. Ma io sto solo sognando, perché finora non s’è mai visto nulla di tutto ciò.In conclusione, bene ha fatto il Vescovo di Melfi: egli ha voluto dare un segno reale contro questa forma di idolatria moderna che nulla ha a che fare con la fede e la devozione popolare.

    .Questa riflessione è mia personale. Spero di non aver offeso nessuno, e se l’ho fatto, perdonatemi sin d’ora.